K_women - 20.000 donne che hanno fermato il deserto
| What | Social Event |
|---|---|
| When |
2008-11-25 10:30
to 2008-11-30 13:00 |
| Where | Firenze |
| Contact Name | Vieri Tarchiani |
| Contact Email | v.tarchiani@ibimet.cnr.it |
| Contact Phone | 0553033734 |
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La mostra è realizzata dal CeSIA-Accademia dei Georgofili ed IBIMET-CNR nel quadro del Progetto PAFAGE finanziato dal Ministero degli Affari Esteri, Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo e con il patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica del Niger e della Regione Toscana.
Negli anni ’70 la valle di Keita in Niger (75.000 Km2) era in piena crisi: desertificazione, deforestazione, crollo delle produzioni agricole, crescita della popolazione, esodo rurale. Keita era rappresentativa della crisi che aveva colpito tutto il Sahel e che aveva portato alla mobilitazione della solidarietà internazionale. Crisi che si trasformò nel 1984 in catastrofe umanitaria per i 100.000 abitanti della valle a causa della disastrosa siccità che colpì la regione. Nel 1983 la Cooperazione italiana aveva già avviato con il Governo della Repubblica del Niger il Programma di Sviluppo Rurale di Keita, tuttora in corso, che aveva come obiettivo principale il recupero della regione.
Per documentare il successo di questa iniziativa, reso possibile grazie alla straordinaria partecipazione della popolazione, nel 2007, Enrico Blasi, Sam Cole e César Meneghetti hanno filmato e fotografato questa realtà nel quadro del progetto PAFAGE realizzato dall’Accademia dei Georgofili e dall’Istituto di Biometeorologia del CNR, su finanziamento della Cooperazione Italiana.
La mostra fotografica è composta da una scelta di 15 ritratti realizzati dal fotografo Enrico Blasi. Sono le donne di Keita, figure chiave che con la loro opera quotidiana hanno reso possibile arrestare il processo di desertificazione, altrimenti irreversibile.
La necessità di rappresentare i soggetti in modo che potessero esprimere valore e forza, e contemporaneamente la particolare conformazione dei luoghi e dei paesaggi, ha portato ad utilizzare una tecnica compositiva ispirata direttamente ai criteri estetici/compositivi dei grandi pittori italiani del rinascimento. Una rappresentazione essenziale, asciutta ed insieme tesa realisticamente all’osservazione obbiettiva/soggettiva della persona, non idealizzata.
Gli insormontabili problemi linguistici/concettuali di comunicazione con gli abitanti della valle sono stati così facilmente superati: non è stato necessario costruire una posa e un’attitudine del soggetto rappresentato. I personaggi sono ripresi nel loro contesto, senza artifici, con gli abiti soliti e gli attrezzi del lavoro, e i ritratti così realizzati trasmettono una grandissima umanità, dignità ed eleganza.
Una particolare forza intrinseca delle immagini è data dalla spontaneità dei personaggi, che per la maggior parte sono completamente inconsapevoli del significato di una fotografia, e non cercano quindi di apparire o di mostrare un particolare lato di sé, di farsi ritrarre così come a loro piacerebbe essere visti. Semplicemente sono e rimangono loro stessi.
Le immagini scelte per far parte di questa mostra sono tutte ritratti di donne. Primi piani, mezzi busti o figure intere. Le donne di Keita coltivano, raccolgono la legna, piantano nuovi alberi, portano l’acqua. I loro abiti sono sempre incredibilmente eleganti, i drappeggi particolarmente curati, qualunque sia l’attività che stanno svolgendo, e la loro eleganza esteriore riflette pienamente la loro dignità interiore.
Il ritratto penetra aldilà degli abiti, dei lineamenti e delle espressioni del viso come del corpo. Un contenuto profondo dell’anima, nascosto a chi non sa intuire. Il fotografo, quindi, si impadronisce di quello che è più tipico e insieme universalmente valido e comprensibile della persona esplorata, fissando e restituendo, con i modi e i mezzi dell’arte, l’impressione subita, rendendo eloquente e visibile l’anima del rappresentato a chi guardi il ritratto.
Diceva Oscar Wilde: ”C’è qualcosa di fatale nel ritratto. Ha una vita a sé”.
Enrico Blasi, nato a Roma. Fotografo pubblicitario ha firmato importanti campagne nazionali. Impegnato nel sociale da oltre 20 anni collabora attivamente con le Agenzie delle Nazioni Unite.
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