"Agricoltura, Cambiamenti Climatici ed Energia : costruire un futuro sicuro" Accademia dei Georgofili - Logge Uffizi Corti
| What | Seminar |
|---|---|
| When |
2008-11-25 from 09:00 to 13:00 |
| Where | Firenze |
| Contact Name | Vieri Tarchiani |
| Contact Email | v.tarchiani@ibimet.cnr.it |
| Contact Phone | 0553033734 |
| Attendees | Prof. F. Scaramuzzi, Accademia dei Georgofili, Presidente Regione Toscana Claudio Martini, Prof. G. Maracchi, IBIMET, Dott. P. Sarfatti, IAO, Ing. A. Di Vecchia, CeSIA Accademia dei Georgofili |
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Nell’ambito delle iniziative per la Giornata Mondiale dell'Alimentazione 2008, il CeSIA - Accademia dei Georgofili, l’Istituto di Biometeorologia del CNR, l’Istituto Agronomico per l'Oltremare ed l’Università di Firenze organizzano, con il patrocinio della Regione Toscana, il seminario che ha per obiettivo di valorizzare il ruolo del sistema scientifico toscano per contribuire alla trasformazione dell'agricoltura e dei modelli di sviluppo di fronte alla crisi alimentare mondiale nei Paesi in Via di Sviluppo.
La crisi alimentare 2007-2008 è un fenomeno a scala mondiale di cui ognuno paga le conseguenze. Il costo del cibo è in drammatica ascesa ed i più poveri sono i più duramente colpiti. I cambiamenti climatici e la crescente richiesta di biocarburanti ne sono uno dei motivi insieme all’innalzamento della domanda di cereali e di carne nei paesi emergenti, a riserve alimentari storicamente basse, al prezzo elevato del petrolio e all’aumento delle speculazioni sui beni alimentari. Per i paesi africani a basso reddito e in situazione di deficit alimentare, la FAO prevede un aumento della “fattura cerealicola” del 74% nel biennio 2007-2008.
La conferenza della FAO a Roma nel giugno 2008 sulla sicurezza alimentare mondiale, pur non producendo i risultati attesi, ha permesso di concordare sulla necessità di espandere l’agricoltura e la produzione alimentare nei paesi in via di sviluppo e in transizione, incentivando gli investimenti in agricoltura, nell’industria agro-alimentare e nello sviluppo rurale.
Il rafforzamento dell’agricoltura nei paesi in via di sviluppo deve però confrontarsi con i cambiamenti climatici le cui conseguenze peggiori saranno per le centinaia di milioni di piccoli agricoltori, pescatori e persone che dipendono dalle attività silvicole nelle zone tropicali: categorie che sono già vulnerabili e insicure sotto il profilo alimentare. Si tratta di persone che non possono permettersi un calo di produttività dei loro modesti terreni e che sono meno attrezzati per adattarsi a condizioni mutevoli. Storicamente, agricoltori, pastori, abitanti delle foreste e pescatori hanno imparato a gestire la variabilità climatica, adattando spesso colture e pratiche agricole alle nuove condizioni, ma i cambiamenti sono destinati a superare inesorabilmente le capacità di adattamento della popolazione.
Il mondo della ricerca e la comunità internazionale hanno avviato molte iniziative di ricerca e aiuto allo sviluppo incentrate sul rafforzamento di pratiche agricole ecologiche e sostenibili, sistemi di allerta precoce, sistemi per studiare il cambiamento climatico e la gestione dei rischi connessi alle catastrofi. Altre iniziative puntano sugli investimenti rurali per ridurre gli effetti di lungo periodo della variabilità climatica sulla sicurezza alimentare (assicurazioni, incentivi per migliorare le pratiche agricole etc.).
In questa prospettiva, l’agricoltura deve contribuire a frenare il cambiamento climatico ed a mitigarne gli impatti attraverso misure specifiche quali la riduzione della deforestazione, il miglioramento della gestione e conservazione delle foreste, il miglior controllo degli incendi, le attività agroforestali per la produzione di cibo o energia e il sequestro del carbonio nel suolo, il recupero dei terreni attraverso attività controllate di pascolo, il miglioramento della nutrizione dei ruminanti, la gestione più efficiente dei rifiuti e altre strategie per conservare le risorse di terra e acqua, migliorandone qualità, disponibilità e efficienza di sfruttamento.
